Ti presento il Pastore Svizzero Bianco

Scritto da me e originalmente pubblicato su Ti Presento il Cane di Valeria Rossi

Ti presento il… pastore svizzero bianco

testo di DANIELA ARTIOLI

bianchineve Ti presento il Pastore Svizzero Bianco

ORIGINI E STORIA
Il pastore svizzero bianco non è altro che un pastore tedesco bianco, ma “vecchio tipo”, più vicino a come era alle origini, o comunque nei primi decenni del ‘900.
Oddio, i pastoristi inorridiscono sentendo dire una cosa simile, loro rinnegano tutto ciò che non è “in standard”… e in effetti il bianco, una volta presente nella razza, durante la seconda guerra mondiale venne messo fuori standard, un po’ come successe in altre razze con caratteristiche non gradite.
Il pastore tedesco naque in Germania alla fine degli anni ‘800 per opera del colonnello Von Stephanitz, il quale fondò anche la SV, la società che si occupava della sua tutela. Alla sua morte, la SV continuò a portare avanti il progetto come fa tuttora.
All’epoca della seconda guerra mondiale, però la SV finì in mano ai nazisti, i quali avevano una predilizione per i colori scuri e non certo per i bianchi, che nelle missioni notturne si sarebbero notati troppo. Così, con questa scusa, decisero che “bianco no”.
In realtà, il bianco era presente nella razza fin dalla sua origine, e tuttora, a volte, capita che da due pastori tedeschi “colorati” ne nasca ancora qualcuno bianco.
Purtroppo è immaginabile che fine facessero da quel momento in poi i cuccioli bianchi “non più graditi”… come tutti i cuccioli non in standard di qualsiasi razza, anche se fortunatamente oggigiorno la tendenza è cambiata e questi cuccioli “indesiderati” trovano casa come pet.
Ma da dove viene il bianco?
Probabilmente da cani tipo maremmani/pirenei, guardiani degli armenti.
Il colonnello Von Stephanitz, il creatore della razza, acquistò infatti, dalla società Philax, Hektor Linksrhein, che rinominò poi Horand von Grafrath e che fu, come tutti sappiamo, il capostipite della razza Pastore tedesco.
Philax stava già lavorando precedentemente al progetto di creare un “pastore tedesco” a partire da cani pastori, sia da fattoria che da difesa del gregge presenti in modo “localmente omogeneo” nelle varie zone della Germania, scegliendo i soggetti migliori e accoppiandoli miratamene fra di loro per ottenere quello che fu poi il pastore tedesco primordiale, quello che si vede nelle foto storiche. Tra questi soggetti, usati per creare la razza, vi erano anche cani tipo bianco da montagna.

il nonno di Hektor-Horand, chiamato Greif… era bianco! Ed essendo il bianco un gene recessivo, usandosi fare molta consanguineità all’inizio della creazione di una nuova razza, esso finì in molte linee di sangue, rendendo quindi non facile estirparlo dalla razza. Inizialmente, tra l’altro il manto bianco, era comunque tollerato, anche se era non il colore più gradito. Lo stesso Von Stephanitz non pare aver mai discriminato i suoi amati pastori per il colore: a lui interessavano fisico, testa, carattere e prestazioni indipendentemente dal colore del manto.

Nel corso degli anni, una volta bandito il bianco, le razze “pastore tedesco classico” e “pastore bianco” hanno preso, più o meno, due strade differenti: ma questo è vero soprattutto per quanto riguarda l’Europa, perché in America, tuttora, i pastori tedeschi vengono accoppiati tra loro in tutte le varietà di colore.
Alcuni stalloni, importati dall’America come bianchi, hanno parenti colorati poco indietro nella genealogia: talvolta hanno due pedigree, uno con dicitura “pastore tedesco bianco” e uno con dicitura “pastore svizzero bianco” (questo ovviamente solo in America, perché in Europa non è permesso: quindi qui esiste solo il pastore svizzero bianco).
Fino a che non è stata riconosciuta come razza a sé, dalle nostre parti il pastore bianco veniva spesso chiamato “pastore canadese”, anche per via del fatto che uno dei primi club di estimatori della variante bianca, fondarono un club proprio in Canada.
In effetti poi, a molti piaceva la grazia di un bianco manto candido come la neve, indubbiamente più elegante e pregiato di un cane “color lupo”: per questo, sebbene bandita, la versione bianca ha avuto comunque sempre i suoi estimatori.

Ma quand’è che il nostro cane bianco, uscito dalla porta dell’Europa come pastore tedesco durante la seconda guerra mondiale, rientra dalla finestra come pastore svizzero?
Il maschio americano “Lobo”, nato il 05.03.1966 ed importato in Svizzera dalla signora Agata Burch, può essere considerato come il progenitore di questa razza in Europa… ed in realtà la razza si chiama pastore svizzero bianco proprio per questo: perché fu svizzero il primo tentativo (riuscito) di far riconoscere come nuova razza questa variante del pastore tedesco.
La storia sarebbe molto più lunga e complicata di così, ma non vorrei diventare noiosa: del resto tante sono state le lotte interne sia in Europa che in America, anche fra la SV e la AKC in quanto la prima non voleva che si allevassero i bianchi come pastori tedeschi, mentre la seconda continuava ad allevarli come white shepherd, che se ne potrebbe parlare per giorni.

Che fare? Cambiare nome e fare una nuova razza? Riammetterlo come pastore tedesco?
Alla fine si è deciso di fare un nuovo standard ed una nuova razza… con una vecchia origine.
In realtà si provò a registrare – in Svizzera – Lobo come pastore bianco, ma ovviamente senza il benestare dei Kennel club, o meglio, si ma senza diritto alla riproduzione. Riproduzione che però avvenne comunque, dopo che il soggetto aveva dimostrato comunque di avere buone attitudini. Nel frattempo furono importati altri bianchi dall’america e si cominciarono a fare svariate cucciolate bianche.
Ovviamente la SV si arrabbiava sempre più, diventando sempre più intollerante verso questi cuccioli con colori non graditi, con pedigree importati o comunque con diciture “non da riproduzione”… fino a rifiutare proprio di dar loro un qualsiasi pedigree. Nel mentre, però, a partire dagli anni ‘90 la “nuova razza” si espandeva a macchia d’olio anche in Europa: e siccome la SV non voleva saperne della variante bianca, in modo categorico, ma gli estimatori erano sempre di più… inizialmente Svizzera e Olanda ne chiesero il riconoscimento come nuova razza separata.

Senza entrare troppo nei dettagli di tutte le battaglie che vi furono, di tutti i tentativi e le strade provate, possiamo concludere dicendo che, non potendo fare altro che riconoscerlo come nuova razza per via della chiusura dei “pastoristi tradizionali”, nel 2002 il Comitato Generale della FCI approvò in via provvisoria la creazione della nuova razza “pastore svizzero bianco” con lo Standard numero 347. Dieci anni dopo, finalmente, è stata riconosciuta in via definitiva.
Se foste interessati a leggere la storia in modo dettagliato, in queste due pagine trovate le origini più remote e gli ultimi tre decenni di storia della razza:

http://www.pastoresvizzerobiancoclubitalia.it/la-razza/la-storia.html
http://www.pastoresvizzerobiancoclubitalia.it/la-razza/la-storia/gli-ultimi-30-anni.html

Una nota è doverosa sul discorso pedigree e antenati colorati.
In quanto razza riconosciuta di recente, il pastore svizzero bianco ha tuttora (2013) in alcune nazioni, fra cui anche l’Italia, il libro genealogico aperto: è quindi possibile iscrivere un capostipite di razza come RSR di prima generazione dopo averne fatto verificare la tipicità ad un giudice in esposizione.
Cani quindi con pedigree non riconosciuti FCI, ma che siano palesemente “pastori svizzeri bianchi”, possono essere registrati in Italia, come pure cani dalle incerte origini, ma che paiono avere buone caratteristiche. Per ora tutti questi cani possono ancora diventare “pastori svizzeri bianchi”, almeno fintanto che la società specializzata che se ne occupa non deciderà di chiudere il registro.
Tuttavia però per la FBBSI (Fédération Berger Blanc Suisse Internazionale http://www.fbbsi.info) ovvero la società che a livello europeo si prende cura della razza, non accetta, non riconosce, non pubblicizza soggetti che non abbiano alle spalle almeno 3 generazioni complete di progenitori bianchi e registrati come pastori svizzeri (e non come pastori tedeschi bianchi).
Questo perché, sostengono, ormai sono anni che si seleziona la razza, e vi sono evidenti differenze fra pastore tedesco e pastore svizzero e non consentono più, quindi che le due varietà vengano mischiate fra loro.

UN PO’ DI GENETICA
Il pastore svizzero bianco, in realtà non è “bianco”, ne tantomeno è albino.
Il bianco in effetti è un colore che in alcune razze è stato combattuto anche per questo errore, perché associato a malattia, ad albinismo e a problemi di salute.
Innanzitutto, se fosse albino, non avrebbe le mucose e il naso neri, spesso pure i polpastrelli e a volte, ma più difficilmente, le unghie, né tantomeno avrebbe gli occhi scuri (e comunque anche cani geneticamente bianchi, come il dogo argentino ad esempio, non sono né malati né albini).
Geneticamente il pastore svizzero è un “ee”, ovvero è un doppio fulvo recessivo, esattamente come il Labrador miele o come il golden retriever. Semplicemente è un fulvo così slavato che appare bianco: ma bianco non è, e si nota bene quando sono bagnati. Molti cani, su schiena e orecchie, da bagnati sono giallini: e alcuni soggetti, specie se provengono da linee accoppiate da poche generazioni anche con “pastori colorati”, sono spesso vistosamente biscottati anche da asciutti. Ovviamente, questo è considerato un difetto: come dice anche il nome della razza, più sono bianchi è meglio è!

La presenza in omozigosi (gene preso sia da mamma che da papà, in quanto recessivo appunto) del gene “e” inibisce completamente l’eumelanina. Non permette cioè l’espressione di peli di qualsiasi sfumatura di scuro (nero marrone grigio) e fa si che sia presente solo la feomelanina che appunto dà il colore fulvo, ma che può andare da un “praticamente bianco” a un “praticamente rosso” a seconda dell’intensità del pigmento all’interno dei peli.
In presenza di “ee” anche tigrature, carbonature e maschera nera, pur se presenti nel corredo genetico, non si palesano esteticamente. Anche le vibrisse in questo caso sono sempre bianche.
La posizione del DNA del gene “e” non è mutuamente esclusiva con le altre “informazioni genetiche del colore del manto”, per cui la presenza nel corredo genetico del gene “e” in omozigosi non impedisce al cane di essere “geneticamente” di qualsiasi altro colore possibile per il pastore tedesco, esattamente come un Labrador biondo potrebbe essere nero o chocolate… se non fosse biondo.
Indubbiamente il manto bianco e la pelle di conseguenza sono un po più delicati e sensibili al sole ma… non sono cani malati, sono solo cani “bianchi”.

CARATTERE
Chi è in realtà il pastore svizzero? Beh… l’abbiamo detto: in realtà è un pastore tedesco, per cui nel carattere gli somiglia molto.
C’è da dire che, sebbene ultimamente qualcuno si impegni per farne un cane in grado di lavorare, per anni non è stato sottoposto a prove di lavoro. Per questo l’attitudine al lavoro di un pastore tedesco – se “grigione” ancora di più – sarà non per forza migliore, perché alcuni soggetti bianchi eccellono comunque anche nel lavoro, ma di certo più garantita trasversalmente in tutti i soggetti (parlando ovviamente sempre di soggetti ben allevati).
E’ comunque possibile trovare appunto chi li seleziona anche per il lavoro, specialmente in Germania, ma attualmente come abbiamo detto non è una razza sottoposta a prova di lavoro. Si sta però discutendo molto su questo argomento anche in Italia, cercando di introdurre qualche prova per testarne le attitudini… perché in fondo lo è, un cane da lavoro, e di sicuro non è solo una bella bambolina bianca.

Il pastore svizzero attualmente è un po’ più “da famiglia” del cugino colorato: meno spinto, meno smanioso di fare, sa starsene buono in casa sul divano a oziare se piove o non abbiamo tempo di portarlo a far qualcosa, ma allo stesso tempo si attiva subito e collabora volentieri nel caso gli chiediamo di far qualcosa assieme. Può fare oltre, a IPO e altre prove tipiche da pastore tedesco, anche obedience, agility, ricerca di persone e protezione civile, piste, insomma tutto quello che richiede fisico, voglia di fare e collaborazione con l’umano. Bisogna avere un certo riguardo per il suo fisico, specie in periodo di accrescimento, in quanto cane di una certa molte. Esattamente come per i pastori tedeschi, quindi, attenti a non strafare per esempio con l’agility, ma anche con tutta l’attività fisica in generale mentre è in crescita, se ci si tiene alle articolazioni e alla salute del proprio beniamino.
È un cane che in genere, da adulto, non dovrebbe esser timoroso con gli estranei (il cucciolo va incontro a tutti felice di fare nuove amicizie, come è normale), ma che se ne sta sulle sue, amichevole e espansivo con famiglia e conoscenti, indifferente (non pauroso né diffidente, ma solo indifferente) agli estranei. E’ inoltre un cane protettivo con il proprio branco, nonché abbastanza territoriale, esattamente come il pastore tedesco.
Il pastore svizzero esiste sia a pelo corto (in realtà… mezzo pelo con abbondante sottopelo) che a pelo lungo, altra caratteristica ereditata dal cugino tedesco.

SALUTE
Oltre al fatto che è più “vecchio tipo” rispetto al pastore tedesco classico, uno dei motivi per cui molti “ex partoristi-classici” sono passati alla “versione bianca” è la salute. Pare infatti che le malattie ricorrenti nello svizzero siano inferiori sia come numero di patologie possibili che come incidenza nei soggetti.
In realtà un pastore tedesco ben allevato sarà sano, come un pastore svizzero bianco male allevato potrà aver problemi di salute; ma è forse anche per via del fatto che le razze più diffuse vengono allevate anche da “cucciolatori improvvisati” che ci vedono il business, che magari fanno tante cucciolate di bassa qualità e prezzo, rischiando quindi di mettere al mondo soggetti con dei problemi, associato al fatto che spesso chi acquista un cane si rivolge al più vicino/economico a portata di mano, che magari capita più spesso di incappare in un pastore tedesco allevato male e malato che non in un pastore svizzero con pari “requisiti”.
Questo proprio perché, almeno per ora, non è così diffuso e chi lo alleva lo fa per passione e cercando di farlo al meglio.
Siccome sono “parenti”, comunque, le malattie – almeno quelle più ricorrenti – sono le stesse del pastore tedesco.
Per la riproduzione selezionata in Italia, è richiesto lo screening per la displasia, e sono ammessi solo soggetti HD A, B, C (la C però solo accoppiata con una A), ED 0-BL-1 la 1 solo associata ad uno 0, e si richiede anche di testare l’mrd1 (multi drug reactivity: vedi anche questo articolo).
Dall’anno 2012 si sta anche diffondendo in tutta Europa l’abitudine di testare i cani per la mielopatia degenerativa (di cui abbiamo parlato in questo articolo) anche se non è obbligatorio, ma solo consigliato per i club specializzati di razza.

FCI Standard

UTILIZZAZIONE: Cane da compagnia e da famiglia.
CLASSIFICAZIONE F.C.I.: Gruppo 1 Cani da pastore e Bovari (escluso i Bovari Svizzeri) Sezione 1 Cani da pastore Senza prova di lavoro

BREVE CENNO STORICO:
Negli U.S.A. e in Canada, i cani da pastore bianchi sono diventati a poco a poco una razza distinta. I primi cani di questa razza furono importati in Svizzera all’inizio degli anni 70. Il maschio americano “Lobo”, nato il 05.03.1966, può essere considerato come il capostipite di questa razza in Svizzera. I discendenti di questo maschio, iscritti nel Libro Origini svizzero (LOS), come pure i discendenti di altri pastori bianchi importati dagli U.S.A. e dal Canada, diedero progressivamente origine ad altre discendenze e si diffusero in tutta Europa; dove oggi un gran numero di Pastori Bianchi viene allevato in purezza da diverse generazioni. Dal giugno 1991, questi cani sono iscritti, come nuova razza, all’appendice del Libro delle Origini Svizzero. (LOS)

ASPETTO GENERALE
Cane da pastore bianco, robusto, ben muscolato, di media taglia, dagli orecchi eretti e dal mantello doppio di lunghezza media o lunga. Proporzioni generali del tronco allungate; ossatura di media sostanza, profilo elegante ed armonioso.

PROPORZIONI IMPORTANTI
• Inscrivibile in un rettangolo leggermente allungato, il rapporto fra la lunghezza del tronco (misurata dalla punta della spalla alla punta della natica) e l’altezza al garrese è di 12 : 10
• La lunghezza del muso è leggermente superiore a quella del cranio.

COMPORTAMENTO-CARATTERE
Carattere vivace ed equilibrato, attivo nel comportamento, attento e facilmente addestrabile. Approccio amichevole e discreto. Si distingue per socievolezza e attaccamento al suo conduttore. Mai pauroso o aggressivo senza motivazione. Cane da lavoro e da sport gioioso che apprende con facilità, impiegabile in molteplici discipline. La sua grande socievolezza gli permette una spiccata capacità di adattamento e inserimento in ogni tipo di evento e situazione.

TESTA:
Potente, asciutta, finemente cesellata e ben proporzionata al corpo. Di forma conica sia vista dall’alto che di profilo. Assi cranio-facciali paralleli.

REGIONE CRANIALE
Cranio: Leggermente arrotondato; sutura metopica appena accennata. Stop: Poco marcato, ma definito.

REGIONE FACCIALE
Tartufo: Di media grandezza; gradita la pigmentazione nera. Tollerata una pigmentazione più leggera e il naso da neve.
Muso: Forte, leggermente più lungo del cranio; la canna nasale e la linea inferiore del muso sono diritti e leggermente convergenti verso il tartufo.
Labbra: Asciutte e ben aderenti, più nere possibili.
Mascelle/Denti: D entatura forte e completa con chiusura a forbice. I denti devono essere impiantati perpendicolarmente alle mascelle.
Occhi: Di media grandezza, a forma di mandorla, in posizione leggermente obliqua; il colore va dal marrone al marrone scuro; palpebre ben aderenti, gradita la rima palpebrale nera.
Orecchie: Erette, posizionate alte, parallele tra loro, con padiglioni rivolti in avanti, la forma è quella di un triangolo allungato con la punta leggermente arrotondata.

COLLO:
di media lunghezza e ben muscolato, si inserisce armoniosamente al tronco; assenza di giogaia; il profilo superiore del collo, elegantemente arcuato, congiunge in linea continua la testa, portata abbastanza alta, al garrese.

TRONCO:
Linea superiore: Forte, muscolosa, di media lunghezza. Garrese: Rilevato. Dorso: Orizzontale, solido. Lombi: Fortemente muscolati. Groppa: Lunga e di media larghezza; leggermente inclinata dalle ali iliache all’inserzione della coda. Torace: Non troppo largo, ben disceso fino al gomito, misura in altezza circa la metà dell’altezza al garrese. Cassa toracica ovale, di buona profondità, con petto ben evidente. Linea inferiore e ventre: Fianchi snelli e tonici ; linea inferiore leggermente retratta.

CODA:
A forma di sciabola, ben provvista di pelo su tutta la sua circonferenza, va assottigliandosi verso la punta; attaccata piuttosto bassa, raggiunge almeno il garretto; pendente a riposo o con una leggera curvatura a sciabola nel suo ultimo terzo; in azione è portata più alta, ma mai al di sopra della linea dorsale.

ARTI:
ANTERIORI – Aspetto generale: Forti, asciutti e robusti, di media ossatura. Diritti, visti dal davanti, e appena distanziati tra loro; ben angolati visti di profilo. Spalla: Scapola lunga e ben obliqua di corretta angolazione; muscolatura potente in tutta la regione della spalla. Braccio: Di buona lunghezza, molto muscoloso. Gomiti: Ben aderenti al corpo. Avambraccio: Lungo, diritto e asciutto. Metacarpo: Solido e appena flesso. Piede: Ovale, dita serrate e ben arcuate; cuscinetti plantari neri e robusti; gradite le unghie scure.
POSTERIORI – Aspetto generale: Forti, asciutti e robusti, di media ossatura. visti da dietro diritti e paralleli, non troppo distanziati; ben angolati visti lateralmente. Coscia: Di media lunghezza con forte muscolatura. Grassella (Ginocchio): Articolazione ben angolata. Gamba: Di media lunghezza, obliqua, con ossatura forte e buona muscolatura. Garretto: Solido, ben angolato. Metatarso: Di media lunghezza, diritto, asciutto e robusto. Piede: Ovale, il piede posteriore un po’ più allungato di quello anteriore; dita serrate e ben arcuate; cuscinetti plantari neri e robusti; gradite le unghie scure.

ANDATURA/MOVIMENTO:
Andature cadenzate, azione dinamica e costante, grande ampiezza di falcata dell’anteriore e potente spinta posteriore; trotto sciolto coprente terreno.

PELLE:
Esente da pieghe, pigmentazione scura.

MANTELLO:
PELO – Pelo semi-lungo: Doppio pelo fitto e aderente; sottopelo abbondante con pelo di copertura liscio e piuttosto ruvido al tatto; il muso, le orecchie e le facce anteriori degli arti sono ricoperti da pelo più corto; sul collo e sulla faccia posteriore degli arti il pelo è leggermente più lungo. Ammessa una lieve ondulazione.
Pelo lungo: Doppio pelo fitto e aderente; sottopelo abbondante con pelo di copertura liscio e piuttosto ruvido al tatto; il muso, le orecchie e le facce anteriori degli arti sono ricoperti da pelo più corto; il pelo lungo forma criniera al collo e “culottes” sulla parte posteriore delle natiche, coda ben fornita di pelo. La lunghezza del mantello non dovrà mai essere esagerata. Ammessa una lieve ondulazione.
Colore: Bianco.

TAGLIA E PESO
Altezza al garrese : Maschi: 58 – 66 cm Femmine: 53 – 61 cm
Peso: Maschi: circa 30 – 40 kg Femmine: circa 25 – 35 kg
Soggetti tipici leggermente sotto o sopra la taglia prevista non devono essere squalificati.

DIFETTI:
Qualsiasi deviazione dai punti sopraindicati deve essere considerata come difetto e la severità con cui va penalizzato deve essere in proporzione alla sua gravità ed ai suoi effetti sulla salute e sul benessere del cane e alla sua capacità di svolgere il suo tradizionale lavoro.
• Sfumature di colore isabella (giallo chiaro o fulvo pallido) sulla punta delle orecchie, sul dorso e sulla parte superiore della coda. • Depigmentazione parziale a chiazze sul tartufo, sulle labbra e/o sulle rime palpebrali.
• Speroni. Eccetto nei paesi dove la loro asportazione è vietata dalla legge.

DIFETTI GRAVI:
• Aspetto pesante, costruzione troppo corta (nel quadrato).
• Assenza di dimorfismo sessuale.
• Mancanza di più di due PM1; gli M3 non sono presi in considerazione.
• Orecchio pendente, orecchio semi-eretto, orecchio semi-pendente.
• Linea dorsale eccessivamente inclinata.
• Coda arrotolata, deviata, ad uncino, portata sul dorso.
• Pelo di copertura morbido, serico, lanoso, arricciato, non aderente; pelo nettamente lungo senza sottopelo.
• Netta colorazione fulva (sfumature giallastre o rossastre) sulla punta delle orecchie, sul dorso e sulla parte superiore della coda.

DIFETTI ELIMINATORI:
• Cani aggressivi o eccessivamente timidi.
• Ogni cane che manifesta chiaramente delle anomalie di carattere fisico o comportamentale deve essere squalificato.
• Ansietà, paura estrema, aggressività da stato d’ansia, inutile reazione aggressiva, comportamento letargico.
• Uno o entrambi gli occhi azzurri. Occhi sporgenti.
• Entropion, ectropion.
• Enognatismo o prognatismo, mandibola deviata.
• Depigmentazione totale del tartufo, delle labbra e/o delle rime palpebrali.
• Depigmentazione totale della pelle e dei cuscinetti plantari.
• Albinismo.

N.B. I maschi devono avere due testicoli apparentemente normali completamente discesi nello scroto

IL PASTORE SVIZZERO BIANCO IN ITALIA
Il 26 giugno 2006, da un gruppo di appassionati di questa nuova razza, nasce il “Pastore Svizzero Bianco Club Italia”, società specializzata per la sua tutela e diffusione, che il 22 Settembre 2009 ottiene finalmente il riconoscimento dall’ENCI.
Questo è il sito ufficiale del club , dove potrete trovare eventi organizzati dal club sia come esposizioni (raduni e speciali di razza) e quindi anche i risultati delle stesse, sia come altre attività pensate per cercare di coinvolgere e far divertire assieme i soci- proprietari e i loro amici a quattro zampe (stage di agility, sheepdog, pet thepaphy, handling e qualsiasi altra cosa che possa essere interessante e divertente).
Vi troverete inoltre l’elenco stalloni fattrici “certificati” dal club come salute e morfologia, nonché l’indirizzo degli allevatori associati e le cucciolate disponibili al momento, sempre “certificate” dal club, ovvero che rispettano il codice deontologico sia come salute dei riproduttori che come età e tempi di riposo delle fattrici.

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