Ho preso il cucciolo… e adesso????

Alimentazione, gestione, educazione ed eventuale addestramento del cucciolo.

Clitter_azzurro42 Ho preso il cucciolo... e adesso????

 

Questa è una guida rapida, per avere un’idea di come gestire il cucciolo e come organizzare la sua vita ed educazione durante la crescita. Guida rapida, che necessita approfondimenti, perché di ciascun argomento trattato si potrebbe parlare ore, giorni, settimane, e ognuno ha pure idee diverse a riguardo, quindi io vi do le mie, così che almeno uno si organizzi le proprie di idee, e sappia dove sbattere la testa.

Il cane è un animale sociale, come noi, con una mente molto complessa, come noi, nasce fortemente immaturo e necessita di cure parentali, come noi, anche se meno lunghe di noi ovviamente, perché la sua vita è più breve e concentrata, ma come noi ha bisogno di apprendere rischi e opportunità dall’ambiente in cui andrà a vivere, nonché uno “stile di vita” dal gruppo di riferimento. Per un lupo, o un cane randagio, questo gruppo sarebbe il branco, per la maggior parte dei cani è la famiglia in cui si trova a vivere, eventualmente compresa di altri pelosi pre-esistenti. Ma il fatto di essere neotenici/pedomorfici, e di avere una socialità organizzata in maniera simile alla nostra, è ciò che ci ha portato ad avere il cane come partner sociale da migliaia di anni.

Dalla relazione con il gruppo, il cucciolo, umano o canino o di altra specie sociale che sia, apprende le regole dello stare in società, cosa è consono fare in una certa situazione e viceversa. Impara cosa può disturbare gli altri individui a seconda di “chi e cosa sono”, e cosa possono invece gradire, come relazionarsi e insomma tutta una serie di regole e di galateo che gli consentiranno di integrarsi col gruppo in questione e, si auspica, anche con la società allargata in cui tale gruppo si trova a vivere.

Si insomma, esattamente come noi umani, il cane avrà regole, abitudini e schemi comportamentali che in parte sono innati ed eventualmente riaggiustati in base alle esperienze vissute, e in parte sono appresi e adatti/ati al contesto di vita.

In più ha esigenze fisiologiche vere e proprie, sia fisiche che psicologiche, e ci sono burocrazie da rispettare anche se magari queste ultime, in questo articolo, le omettiamo.

Vediamo allora di fare un quadretto cercando di semplificare il più possibile.

Allora, il primo errore da non fare quando si porta a casa il cucciolo, e che invece fanno in tanti, troppi, è di portarlo subito in giro o di “stagli troppo addosso”. Ok, non sono tutti uguali i cuccioli, ce ne sono alcuni che hanno “la faccia da paracarro” e non li intimidisce nulla, ma IN GENERALE, per il cucciolo lasciare il nido è un trauma, quando andate a prenderlo infatti, lui lascia mamma e fratelli (se non era l’ultimo ad andare, ma comunque li avrà persi da poco), l’allevatore, e gli altri eventuali umani di casa, lascia gli altri eventuali componenti del branco canino e non (che ne so magari c’erano anche dei gatti) e sopratutto esce dall’ambiente conosciuto, per avventurarsi, per ora DA SOLO, in una nuova vita.

E’ disorientato, e ha bisogno un attimo di ritrovare la su dimensione.
Portatelo subito a casa, e fatelo, se potete quando avete almeno una mezza giornata per stare con lui. Appena portato a casa lasciatelo libero di esplorare. Se viene da voi e cerca coccole o attenzioni dategliele, ma non stategli addosso voi di continuo, per prenderlo in braccio, giocarci o forzarlo a far cose che magari non gli vanno, anche solo mangiare e bere, dato che all’inizio potrebbe non averne voglia! A maggior ragione, proteggetelo da eventuali attenzioni di bimbi, specie se piccoli, che possono essere maldestri col cucciolo. Questo vale per tutta la vita del cane, anceh per evitar einidenti, ma specialmente appena arrivato, quando ha bisongo di stare tranquillo, non è certo l’ideale per lui che qualcuno lo tormenti di continuo. Quindi se mangia e beve ok, se vi cerca lui ok, ma non forzatelo, ha bisogno del suo tempo. Può anche darsi, che per lo stress inizialmente cerchi solo un posto dove riposare in pace…
In genere il carattere si vede dopo 2 o 3 giorni che il cucciolo è arrivato, quasi tutti all’inizio sembrano più calmi… finché non si ambientano…e spesso scatenano. Quasi tutti eh, perché ripeto ci sono sempre le facce da paracarro che manco avessero cambiato casa, è uguale… sta a voi, cercare di capire il vostro cucciolo.

Io lavoro come educatore, a volte anche in negozi per animali e ahime vedo spesso gente che viene a prendere i gadget per il cagnolino, appena usciti dall’allevamento, con il cagnolino, ancora prima di andare a casa (o appena ritirato il cane al canile o da un rescue).

Capisco, che vi faccia piacere portarlo, far vedere al mondo il nuovo arrivato, tutti orgogliosi, e vi piaccia prendervi cura di lui… ma non sempre quello che fa piacere a noi è la scelta migliore per il nostro cucciolo, quindi trattenetevi ed evitate. Le cose indispensabili per lui procuratevele prima, ciotola, collare, guinzaglio, premietti, semmai cibo, e per prendere il resto recandovi in negozio col peloso, attendete qualche giorno che si sia abituato a voi e che voi siate diventato il loro nuovo punto di riferimento!

Avete presente che stress è per il piccolo, lasciare tutte le sicurezze e trovarsi catapultato in braccio ad estranei in un posto caotico pieno di gente e rumori e odori ecc… e non avere più la spalla di mamma su cui contare?

Ad ogni modo, portato il piccolo a casa, dovunque decidiate di tenere il cane, create un suo spazio, solo per lui, una sua zona di relax, fuori dal passaggio ma non troppo isolata, che non sia di vedetta, per non costringerlo alla guardia, almeno fin che è cucciolo. E deve essere un luogo diciamo inviolabile, che non deve essere usato per metterlo in punizione, dove non andiamo a giocare con lui o disturbarlo, ma per interagire con lui lo chiameremo via. Insomma nemmeno a noi piace essere disturbati a letto, e quello sarà il suo, di letto.

Abituatelo i primi tempi, se vi segue sempre e dappertutto, come fara certamente, che invece non è necessario, che può anche prendersi i suoi tempi e voi i vostri, abituatelo ad esempio a non seguirvi per forza in bagno, e magari prendete ossetti da masticare idonei alla sua eta e peso, o un kong insomma qualcosa che lo impegni per un po di tempo… da dargli da sgranocchiare da solo in cuccia ogni tanto, in modo che cominci a prendere distacco da voi, anche solo mentre fate altre cose in casa, questo serve anche per evitare che gli venga lo stress da abbandono. A tal proposito evitate le scene da “non ci vedremo per un anno”/”non ci vediamo da un anno” con raccomandazioni tipo “fai il bravo mi raccomando!” prima di uscire o “ti è mancata la mamma?” quando rientrate, perché di certo non aiuta il cucciolo a non farsi venire stress da abbandono, uscire e rientrare deve essere fatto con naturalezza, come se apriste un attimo la porta per mettere qualcosa sul pianerottolo, caso in cui neanche vi curereste delle preoccupazioni del cucciolo nel vedervi andare via. Invece più lo sottolineate voi, più per lui potrà essere un problema, perché siete voi a rassicurarlo quasi stesse per arrivare l’apocalisse, mentre non accade nulla di che. Ricordatevi che il cucciolo vi studia, studia le vostre reazioni, il vostro umore, legge le vostre espressioni, e se vi vede preoccupati o spaventati capisce che c’è qualcosa che non va! Invece non c’è niente che non va! Questo vale anche quando uscite con lui e si spaventa per qualcosa, come è normale per un cucciolo, più lo coccolate e gli fate notare la cosa è peggio è, spesso e volentieri siamo proprio noi, a far venire le fobie ai nostri cani! Siate naturali, cercate di fare come se nulla fosse, a meno che non sia proprio terrorizzato, ma comunque cercate di non esagerare e ditegli “su su.. che non è successo nulla”, con tono sicuro, non fate urletti anche voi, perché il tono, e il vostro atteggiamento, contano tantissimo!

Cibo, visto che ne abbiamo accennato, torniamo sul cibo… altra cosa fondamentale.

Allora, al di la delle guerre di religione fra “barfisti”, “paleoisti”, “crocchettisti” ecc ecc… sentite cosa dava l’allevatore, anche fosse il contadino di fianco casa che ha avuto una scappatella e bi ha regalato un cucciolo, lui è l’allevatore e lui nutriva i cuccioli.

Inizialmente è bene infatti non cambiare alimentazione, quindi se usa crocchette, o altro cibo pronto, procuratevi per i primi giorni lo stesso alimento. A volte gli allevatori o chiedono se si vuole un sacco uguale a quello che avevano loro, o comunque consegnano un po del mangime usato, io ad esempio ne do un kg, in modo da fare un eventuale cambio graduale della dieta. Cambiare repentinamente dieta, infatti, può far venire il “mal di pancia” con “ovvie conseguenze”, al nostro cucciolo.

Consultate il veterinario o l’esperto di cui vi fidate, sentite anche lui cosa vi consiglia come alimentazione, ma se dovete cambiare tipo di mangime, fatelo gradatamente, non di botto insomma. Io in genere consiglio di partire da 1/5 del nuovo e 4/5 del vecchio mangime circa, per 2-3 gg e poi aumentare man mano la percentuale del nuovo in confronto al vecchio, fino ad arrivare a dare solo il nuovo.

Fino a 6 mesi, si consiglia di fare 3 pasti al giorno ogni circa 8 ore, poi a 6 mesi si passa a due pasti. Questo vale per tutti, ma specialmente nei cani grossi anche per evitare la torsione gastrica. Dare un pasto al giorno come si faceva un tempo, si è visto che non è la scelta migliore, anche per i tempi di digestione dei cani e dei succhi gastrici prodotti.

Se date cibo secco, può essere che lo ingurgiti troppo in fretta, e non va bene, quindi o prendete una di quelle ciotole apposite che impediscono il cane di mangiare troppo in fretta, o come faccio io, potete mettere appena un po di acqua subito prima di servire il pasto, in modo che le crocchette scivolino meglio giù per l’esofago.

E non esagerate con le quantità o con gli extra, come già detto in un precedente articolo, alimentare troppo il cucciolo non va bene, tanto se il DNA dice che arriva a diventare “grande così”, salvo una davvero grave malnutrizione o malattie/parassiti, prima o poi ci arriva comunque, è inutile esagerare col cibo, anzi spesso è proprio dannoso.

Acqua, quella invece va sempre a disposizione. Se il cucciolo, come spesso accade, per giocare la rovescia, prendete una di quelle ciotole apposta che non si rovesciano, o riempite un secchio grande, in modo che non riesca a rovesciarlo.

Le prime sere il poverino si sentirà solo, quindi, decidete comunque dove volete che stia a vivere il cane, ma almeno i primi giorni tenetelo in casa e fatelo dormire vicino a voi. Io li tengo a viverei n casa con me, e dormono in casa con me nella stessa stanza, quindi fin da subito sarà comunque vicino a me il nuovo cucciolo, ma capisco che ci siano persone che non vogliono i cani in camera, o addirittura in casa. In questo caso, fate lo sforzo per i primi giorni, magari di stare a dormire sul divano in salotto, e tenetevelo vicino a voi, eventualmente in una bacinella o scatolone grande, da dove non riesca a uscire, così non può andare in giro. Se per caso piange e si sente solo di notte, potete dargli la voce o allungare una mano per rassicurarlo, e se sta confinato in uno spazio stretto è difficile che “la molli”, quindi magari se piange, può anche essere che vi stia dicendo “mi scappa la pipi”… e quindi potrete cominciare ad abituarlo a chiamarvi se ha bisogno di andare alla toilette, il che non guasta. In tal caso, vi alzate, e con pazienza lo portate fuori un attimo…

Non fate prove di forza, non è questione di principio, come già detto il cucciolo ha subito un trauma, è disorientato, con calma, col tempo si abituerà, non avrà più bisogno di starvi appiccicato di notte, potrete anche trasferirlo fuori, ma non subito, rispettate anche qui i suoi tempi.

Ma visto che ne abbiamo accennato … finiamo il discorso bisogni…

Allora, sappiate che ognuno ha i suoi tempi. C’è il cucciolo che a due mesi ti sveglia per chiedere di uscire anche se sta libero in stanza di notte, quello che la molla dov’è, quello che impara prima quello che impara dopo e in generale fino a 6 mesi molti, specie di notte, fanno fatica a controllarsi, ed è abbastanza normale che fino anche a 10 mesi a volte l’anno, qualche volta una pipì gli scappi ancora in casa.

Non arrabbiatevi, non sgridatelo, specie se non lo vedete. Non serve a nulla. Non mettetegli il muso nella pipì, lo confonderete e spaventerete solo… intanto cercate di prevederlo. CI sono momenti in cui è più facile che la faccia, in particolar modo appena svegli.

SE e ripeto SE lo cogliete sul fatto disturbatelo dicendo NOOOO e poi lo prendete su e lo portate fuori, certo anche se la sta ancora facendo, anzi è meglio se la sta ancora facendo, perché a nessuno piace essere disturbato in un momento così… invece lodatelo, premiatelo e fatevi vedere contenti quando chiede di uscire/la fa fuori…imparerà più in fretta.

NO all’uso traversine o i giornali… a meno che non abbiate orari improponibili in cui il cane sta chiuso in casa anche 14 15 ore, allora diciamo che siete costretti e lo sarete a vita, ma sul cucciolo, piuttosto raccogliete qualche volte in più (meglio senza farvi vedere) ma NON usate traversine, sennò praticamente gli state insegnando/dando il permesso di sporcare in casa.

Non pulite con varechina o ammoniaca, ma o solo acqua o sapone per pavimenti o liquindi appositi che vendono nei negozi per animali, le prime due infatti hanno un odore che ricorda la pipi, e praticamente marcate dove pulite come posto dove farla.

Poi, abbiamo parlato già un po’ delle prime esperienze fuori casa, ma quando cominciare a portarlo? per non passare da troppo presto al troppo tardi?

Il periodo di socializzazione del cucciolo, si chiude a 4 mesi, per cui è fondamentale che entro questo periodo, il cucciolo faccia più esperienze possibili in esterno, sorretto da voi, che gli darete sicurezza, e che lo accompagnerete a conoscere il mondo. Alcuni veterinari e/o allevatori vi diranno che è meglio che non esca fino al completamento del ciclo vaccinale. Certo, un po di rischio c’è a farlo uscire prima, ma fatto il primo vaccino, evitando luoghi a rischio e andando dove ci sono cani vaccinati, io comincio a portarli fuori, per sfruttare al massimo il periodo rimanente fino ai 4 mesi. Anche a seconda di quando l’avete preso, avrete tot tempo a disposizione, contando che il minimo per legge sono 60 giorni, prima non si potrebbe cedere i cuccioli, ma c’è qualcuno che lo tiene anche 3 mesi in allevamento. Oltre non lo lascerei proprio io, per curare la sua socializzazione, a meno che non siate sicuri sicuri che se ne occupi l’allevatore, il rischio è, altrimenti, di avere cani deprivati, che non escono mai dall’allevamento o addirittura BOX, e quindi pieni di paure e insicurezze. Chiuso questo periodo infatti, i giochi sono fatti o quasi, e poco o nulla si può più fare per togliere queste paure e insicurezze, specie con individui con poca tempra.

Avendo io cani di taglia medio grande, so che da cuccioli non vanno sforzati troppo, per cui li porto solo a parco, magari in braccio, mettendoli a terra quando ci arrivo, cercando di non fargli percorrere troppa strada, ma facendo loro incontrare altri cani e vedere le prime cose nuove, questo per tutelare le loro delicate articolazioni in crescita. Man mano che il cucciolo cresce aumento i tempi e in genere verso i 3 mesi, oltre a continuare a portarli al parco e in luoghi dove ci sono cani che ritengo sicuri, come salute e comportamento, comincio a portare il cucciolo anche in altre situazioni, specialmente in centro, dove si trova un po’ di tutto, e dove comincio già con le prime regole di educazione, insegnandogli ad andare al guinzaglio senza tirare, a aspettare un attimo fuori da un negozio, a non saltare addosso alla gente, a ignorare gli altri cani, perchè non è necessario incontrarli tutti, del resto a volte li lascio incontrare altre no, del resto c’è il momento che si gioca e il momento che si sta seri, quindi al parco è libero di giocare e interagire, ma non sempre, non dappertutto. E comunque anche al parco supervisiono i suoi comportamenti, intervenendo per correggerlo o per premiarlo quando serve. Sia chiaro che far socializzare il cane non significa mollarlo al parco e disinteressarsene, come fanno molti, ma osservarlo e intervenire quando serve. Anche questa è educazione…

già, EDUCAZIONE: da ex-ducere, o tirare fuori.

L’educazione è la formazione del carattere del soggetto, a partire dalla base genetica con cui nasce, in cui c’è scritto tempra e temperamento e tendenze di base, poi tramite esperienze, apprendimento e relazione con gli altri membri del gruppo e della società, il giovane, diventerà un adulto con un suo carattere definito. E questo vale sia per noi che per i cani.

Quindi, educare? o Addestrare? e quando?

Prima di tutto EDUCARE, e DA SUBITO.

ADDESTRARE: significa infatti rendere destri, praticamente addestrare, è insegnare una specie di lavoro, una specializzazione al cane.

Un cane Educato, è un cane che non crea disturbo e sa comportarsi nelle varie situazioni, pur sempre sotto la nostra guida, può essere non addestrato, può non saper fare nulla di speciale, viceversa, un cane addestrato e fenomenale in una disciplina, qualsiasi sia (es agility, obedience, ipo, sheepdog ecc) può essere per nulla educato e ingestibile in un contesto sociale ordinario umano.

Per questo, è fondamentale cominciare DA SUBITO a educarlo, dandogli delle regole, ferme, se è no è no, sempre, se è si è si, sempre, o comunque che sia chiaro quando si e quando no, e che lo decidiamo noi. Correggiamolo, dando lui degli stop quando fa cose non gradite (non per forza con la forza ma a volte va proprio bloccato), ricordandoci che, vista dalla sua prospettiva di cane, può essere che non ci sia nulla di male a fare certe cose, ad esempio sgranocchiare una ciabatta, quindi non arrabbiamoci subito ma cerchiamo di farglielo capire con le buone, ad es diciamo no, la togliamo, e porgiamo lui un gioco con cui possa farsi i denti, diciamo bravo quando si interessa a quello e non alla ciabatta, premiamo le cose fatte bene e cerchiamo di scoraggiare senza arrabbiarci troppo, quelle che non ci va che faccia.

Ora, sull’educazione del cane si potrebbe parlare ore, di conseguenza, chi non è esperto, farebbe bene a contattare un bravo educatore, e vista la jungla della cinofilia converrebbe chiedere ad amici fidati, se hanno avuto esperienze con qualcuno e come si sono trovati, per avere un consulente valido che possa seguirvi nella vostra zona senza incappare in persone poco serie o imbonitori vari.

Il mio consiglio è anche quello di portarlo comunque quanto prima ad una puppy class, dove ci sono spesso anche adulti competenti, ci sono comunque sempre altri cuccioli fino a 6 mesi e persone esperte che vi spiegano come leggere i loro comportamenti e come gestire le prime cose fondamentali. Richiamo, ciotola, bisogni, guinzaglio e quant’altro.

Se, infatti, per “addestrarlo” potrete aspettare anche 6-7 mesi, alcune cose vanno impostate da subito, o sarà troppa fatica rimediare poi, col rischio di fallire.
Ricordiamoci che le abitudini prese sono dure a morire, anche per noi, quindi specialmente se siamo al primo cane, cerchiamo anche NOI di prendere da subito le abitudini corrette nel gestirlo, e avremo un adulto che non crea problemi.

Se poi, volete affrontare con lui discipline agonistiche, alcune cose vanno “impostate” da subito, ma inizialmente sempre come un gioco, sezioni brevi e senza pretendere troppo da un bimbo quale è, e vi rimando alla ricerca di un buon addestratore riguardo la disciplina scelta.

Però non fate comunque l’errore di aspettare 8-10 mesi a volte un anno, ed esasperati rivolgervi a qualcuno, perché il cane crea problemi, come fanno quasi tutti. Informatevi e cominciate ad educarlo subito, è la cosa migliore da fare.

Infine, se avete già un altro cane, dovete sapere che è bene che i primi tempi, i cani escano separatamente, almeno qualche volta la settimana, perché il piccolo sicuramente si riferirà al grande, e sicuramente se il grande è già educato, vi tornerà comodo perché lo imiterà, ma allo stesso tempo, prenderà su anche le abitudini errate, e comunque deve riferirsi a voi, non all’altro cane, quindi cercate di portarlo fuori da solo e di essere voi la sua guida, di far si che VOI siate il suo riferimento e non l’altro cane.

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