Cane educato, cane fortunato

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Bruno va in vacanza, da solo, senza di me, ne i miei cani… ma con un nostro amico…umano!

Premessa per gli “esperti di etologia”…

Prima che qualcuno dica che maltratto i cani, spiegherò rapidamente anche come mai non è questo il caso, e perché ho acconsentito che Fabio, il nostro amico (umano ovviamente), portasse con se Bruno in vacanza, senza di me e il resto del branco peloso. Perché si, per il cane è un trauma separarsi dal branco, solo umano o misto che sia, quindi anche solo se portato in pensione il cane si stressa, perché non sa che torneremo, come soffre anche se costretto a cambiare famiglia, quindi uno si può chiedere se sia fargli del bene o del male, mandarlo “in vacanza” con un persona non convivente, ma al di la del fatto che i cani non sono tutti uguali, e ci sono casi e casi, Fabio ed io ci conosciamo ormai dal lontano 1995, e andiamo spesso in montagna assieme a fare escursioni, di uno ma spesso anche più giorni, dormendo nei bivacchi, e io porto sempre i cani con me, chiaramente. Vi assicuro che per i cani è una delle cose più belle da fare, correre liberi fra i boschi, fare il bagno nel torrente, sentire mille profumi della natura che non si sentono fra il cemento, dormire davanti al camino, scroccare qualche osso della grigliata, insomma, Fabio è associato dai miei cani, a queste belle esperienze.

Lui è un bel po’ di tempo che fa la voglia di prendere a sua volta il SUO cane, ma purtroppo il tipo di lavoro che fa e il tipo di abitazione in cui risiede, non glie lo consentono.

Quest’anno ha espresso il desiderio di portare con se uno dei miei cani, in trentino, dove ogni anno si reca con la sua compagna presso l’abitazione dei genitori di lei, per passare 10-15 giorni. In questo modo avrebbe avuto il tempo e la casa adatta per prendersi cura di lui, e di certo anche lui si sarebbe divertito. Bruno e Fabio si conoscono da tempo, da sempre, da quando ce l’ho io insomma, e come già detto Bruno lo associa a belle gite, inoltre abbiamo fatto 3 giorni e 2 notti assieme proprio pochi giorni prima che loro partissero per il trentino, passando da me a prendere Bruno, in modo da “rinfrescargli la memoria”.

E di fatti a parte la prima notte, che probabilmente al momento di “andare a letto”, cosa che fa parte dei rituali di un branco, pensava ci saremmo tutti ricongiunti, e quindi era un po’ agitato, poi il resto del tempo, come pure all’andata, ed appena arrivati nella nuova casa, si è soltanto goduto la vacanza, alla facciazza nostra!

Ma adesso bando alle ciance, e vediamo il report fotografico della vacanza di Bruno!

Se volete vedere meglio le foto ingranditele ciccandici su.

 

Intanto, prendiamo possesso della casa temporanea….

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Tutte le mattine una bella passeggiata al lago “lagolo”…

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o nei dintorni di casa…

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poi in montagna, si va a fare ricerca di funghi… con buon bottino! intanto però ci si fa due passi….

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Ma è bello anche andare a pescare le trote…

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E siccome risalire il fiume stanca, una bella trota ci starebbe bene per recuperare le energie…

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e poi una visita al bellissimo lago di carezza, dove però non si può fare il bagno…

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e un giro anche per i centri turistici e a prendersi un gelato, tipo a Moena…

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e ancora, un bel giro in alta quota…

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Bruno ha anche conosciuto qualche amico…

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Ma veniamo al perché cane educato cane fortunato.

Come già accennato alla fine dell’articolo che spiega la differenza fra educare ed addestrare, un cane educato è un cane fortunato perché, al contrario di cani che abbaiano/aggrediscono gli altri cani se non peggio le persone, che tirano al guinzaglio, che non tornano al richiamo, che cercano di rubare il cibo, cercano di marcare qualsiasi protuberanza (se maschi) insomma, fare le solite cose che, di un cane, indispongono “la gente” e spesso anche il proprietario stesso, invece, un cane ben educato, sa stare in società, la nostra caotica e complessa società moderna.

Conosce le situazioni, sa come affrontarle anche senza il continuo controllo del conduttore, conosce rumori, oggetti e le varie “diavolerie moderne” e quindi non ne ha paura, insomma…può godere di molte più cose belle, esperienze, avventure, passeggiate, vacanze con i suoi umani e via discorrendo.

E’ ovvio, che un cane che vive in alpeggio e ad esempio bada le pecore, non ha bisogno di queste competenze e vivrà da dio lo stesso, per certi versi vivrà anche meglio, di certo meglio di tanti cani reclusi in casa o nei giardini, ma ahime stare in società prevede delle regole, e delle conoscenze, che coinvolgono anche i nostri amici a 4 zampe. Se non si seguono queste regole la pena è essere emarginati dalla società stessa e dai benefici che può offrire.

Ora, io posso certamente ringraziare la sua allevatrice, Manuela Bortel (dell’allevamento tedesco vom Sutumer Grund), per aver operato una buona selezione genetica sui suoi soggetti, e per gestirli nel periodo prima dell’adozione con grande competenza, e di certo io, nell’educare Bruno, partivo da una buona base, perché non tutti siamo uguali, ciascuno “ha il suo carattere”, nel senso che ha le sue peculiarità e quindi prende il mondo in maniera un po’ differente da chiunque altro, per quanto si cerchi di fargli fare le stesse esperienze, e la base genetica è importante.

Ma saper educare un cane è altrettanto importante, e questo report è la dimostrazione che è possibile e che è anche gratificante, per il cane e per il suo umano.
E anche una persona che non è la sua persona abituale di riferimento, può condurre e gestire con facilitò estrema un cane educato, perché questa non è la prima volta che qualcuno lo fa, con uno dei miei cani.

Bruno, durante la sua vacanza in trentino, è stato spesso fermato per strada dalla gente, che faceva lui i complimenti ovviamente per la bellezza, ma anche per la simpatia, per la bontà e al sua educazione. Bruno si faceva accarezzare da tutti, si lasciava abbracciare dai bimbi a cui dava “i bacini”, poteva girare spesso libero e si disinteressava di altri cani che non fossero troppo invadenti nei sui confronti. Ha accompagnato loro per boschi a funghi, per fiumi a pesca (ovviamente facendo il bagno), per laghi, per centri urbani, per chioschi del gelato aspettando tranquillo al loro fianco, ha conquistato i genitori della compagna di Fabio, e poi i vicini di casa, insomma, in dieci giorni ha fatto di tutto. E si è goduto la vacanza alla faccia nostra, che siamo rimasti a casa.

Molti chiedevano a Fabio come avesse fatto ad educarlo così (non sapendo ovviamente che il cane non è suo ma mio), dicevano lui di essere invidiosi, dato che il loro cane (a volte anche della stessa razza), non era affatto così bravo, così gestibile e m olti di loro alla fine lo lasciavano a casa, perché diventavano matti a portarselo dietro, proprio in quanto il loro cane fa tutte le cose che ho elencato sopra e che non sono gradite all’umano urbano, e comunque alla fine rendono impossibile godersi la passeggiata.

Prendere quindi il cane da un allevatore competente, e se non si è pratici, farsi seguire da un esperto i primi tempi, e fondamentale, per avere un cane fortunato come Bruno, e come il padrone di un cane bravo ed educato quanti lui!

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