E’ normale essere anormali! (il concetto di normalità)

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Tutti i giorni si affrontano discussioni, ovviamente specialmente sui social, ma come ad es nei vari talk show e programmi con invitati illustri che se la discutono. Gli animi si scaldano e spesso ci si offende, ovunque si procede in modo simile, facendo disquisizioni e dibattiti. E quasi sempre in tutto ciò si sente parlare di è normale o non è normale, a volte intendendo NON normale con fare dispregiativo, ma che significa veramente, normale?

Nella testa della gente, me compresa, lo ammetto tranquillamente, perché lo si usa correntemente così, dire “è normale” o “sei normale” viene inteso come “assennato”, come “fatto con criterio”.

La realtà è che, normale, nasce da un concetto statistico, come anche il concetto di “moda”. Chi non ha studiato un po di statistica, forse non ha mai visto la curva Gaussiana, detta appunto anche NORMALE.

gauss E' normale essere anormali! (il concetto di normalità)

Ora, tralasciando tutte le formule matematiche complesse e le dimostrazioni relative, vediamo terra terra che significa tutto ciò.

Per qualsiasi valore o caratteristica rilevabile in una “popolazione”, è possibile tracciare il relativo grafico, per studiarne la distribuzione statistica. E attenzione che, sempre statisticamente, popolazione non significa assembramento di esseri umani, ma oggetti/soggetti facenti parte del gruppo osservato e da cui si ricavano i dati, dati su cui poi si fanno i conti e finalmente si produce il grafico di cui sopra, che descrive la distribuzione di un valore rilevato all’interno della popolazione, di qualsiasi natura sia il gruppo di soggetti/oggetti ed il valore rilevato.

Ora, bene o male il concetto di media lo sapete, ecco, tenete presente, che la media dei dati osservati, che si calcola con una formula precisa, è il valore atteso, quello più probabile, detto anche “moda” appunto (guarda un po’ da dove esce anche moda).

C’è un’altra formula che consente di calcolare “lo scarto medio” dei valori osservati rispetto a questa media, e la maggior parte dei valori rilevabili nella popolazione, si trova all’interno del range che va da media – 3* scarto a media +3* scarto.

Ecco che si arriva adefinire cosa significa veramente “essere normale”, significa stare dentro a questo grafico, ovvero (media – 3* scarto, media +3* scarto), e più il valore osservato per un oggetto/soggetto si avvicina al limite estremo della curva,, più cala la probabilità di trovare tale valore, e meno lo si considera normale. Figuriamoci poi se questo valore ricade al di fuori della curva!

In pratica tutti noi saremo “normali” per alcune caratteristiche, se comparati con quelle osservate negli altri membri della popolazione a cui apparteniamo, meno o per nulla normali saremo per altre. Ad esempio potremmo avere un altezza vicino alla media della popolazione, ma un timbro della voce con frequenza assai inusuale.

Perché allora ci si offende tanto quando ci sentiamo dire, non sei normale?

Proprio perché, nonostante tutto, si continua a pensare all’essere assennati, normodotati, ad avere un cervello che funziona bene e così via. A volte invece, si intende proprio statisticamente, e come per il fatto di essere ignoranti, cosa che siamo tutti per alcun cose e meno per altre, è anche normale essere normale per alcune caratteristiche e meno per altre. A volte addirittura chi è troppo normale su tutto è quasi visto come un elemento negativo invece, noioso e piatto, mentre l’alternativo è “cool”… dipende sempre da come si sta affrontando la discussione, per cui a volte essere NON normale è pure bello! Purchè non diventi una mania doverlo essere a tutti i costi, ecco quello per me non è più normale!

Tornando a tutti noi e la nostra vita quotidiana, da quel che ho visto, essere “normale” statisticamente, non è più “di moda”, ma ormai è “normale essere anormale”…

Scusate tutti i giochi di parole ma ci stavano!

Ad esempio, da una discussione su un forum, dato che io tratto di cani, pare che sia “normale”, nel senso “così fan tutti”, mettere le traversine in casa perché il cane ci faccia i bisogni su.

Per me invece non è “normale” chi fa una cosa del genere, perché per me il cane deve farla fuori e consentirgli di farla in casa mi fa schifo, è anti-igienico, oltre ad andare contro la sua natura dato che naturalmente il cane, quando ha il totale controllo sugli sfinteri, non sporca dove vive/dorme.

E insomma, questo è un esempio di come, “è normale essere anormale”.

Questo vale oggi di sicuro, ma forse anche un tempo, dato che l’uomo non penso sia cambiato di molto, nonostante siano cambiati i tempi, rimane il fatto che normale, non è affatto sinonimo di assennato!

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